Ordunque…

In prima media ci diedero il seguente compito per casa: descrivi una scuola immaginaria che vorresti frequentare (min. una pagina, max. due pagine). Edificio, materie, compiti per casa, orario scolastico, mensa ecc. All’ora di italiano successiva, alcuni – tra cui io – lessero ad alta voce il proprio tema. Dopo ogni tema, la professoressa e i compagni di classe assegnavano un voto alla scuola: quanto mi piacerebbe frequentarla (o insegnarci)?

La professoressa – povera professoressa, con tutto il trucco spalmato in faccia non si capiva mai che espressione avesse – diede alla mia scuola un 10. I miei compagni di classe, invece, (parlando in un italiano maldestro, dato che i loro genitori, orgogliosi sudtirolesi, non vedevano alcuna ragione per insegnare ai loro figli l’italiano) votarono nel seguente modo: cinque, quattro, quattro, cinque, quattro… no, sei: perché ha pensato anche alle piante.

Chissà che faccia avrei fatto, se quel giorno qualcuno mi avesse detto che adesso – dopo cinque anni e un centinaio di piatti di canederli – io so che una scuola come quella di quel tema esiste davvero.

 

Mi chiamo Nina – o anche Nick. Ho avuto un piccolo litigio col mio nome di nascita, un paio d’anni fa; così, ho provato a farmi chiamare dai miei amici e compagni di classe con un altro nome, ma non ha davvero funzionato. Da lì, non mi identifico più in un nome, e sto bene così.

Vivo in Alto Adige, la provincia italiana dove si mangiano i canederli e lo speck e le persone di madrelingua tedesca sono la maggioranza. Il motivo per cui ho iniziato questo blog è legato strettamente a questo: nonostante io parli italiano a casa, dalle medie in poi ho frequentato la scuola in lingua tedesca, e, di conseguenza, negli ultimi cinque anni ho avuto di italiano solo un paio d’ore alla settimana – ed ehi, iniziando dagli articoli, in cinque anni siamo arrivati addirittura al congiuntivo! È proprio così che mi immagino di imparare la lingua dello stato in cui vivo!

Il mio umorismo sarà anche discutibile, ma questo resta: il mio italiano “scolastico” o elegante o forse anche il mio italiano in generale è terribilmente fuori esercizio. Ma tra meno di un mese ho un esame d’ammissione in italiano; un esame d’ammissione che voglio superare a tutti i costi: il test d’ingresso per la scuola dei miei sogni, i Collegi del Mondo Unito.

E quindi, devo fare un po’ di esercizio in italiano. E quindi, ho iniziato questo blog.

 

Se qualcuno vi sta fissando insistentemente guardategli le scarpe. Funzionerà.

N.

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